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#competitività in ufficio: fino a che punto aiuta la #produttività? #buonmanager

Le rivalità tra colleghi sono uno stimolo alla produttività o un ostacolo? Vari studi hanno appurato che un eccessivo spirito competitivo in ufficio riduce la produttività e aumenta lo stress.
La competizione può rappresentare una risorsa in ambito lavorativo, in grado di incentivare l’efficienza e garantire ottime performance. Deve però essere una competizione corretta e nel rispetto del lavoro altrui, altrimenti, se dovesse raggiungere livelli eccessivi, le conseguenze per la produttività sarebbero negative.
Le statistiche ci dicono che il 55% dei lavoratori ha ammesso di aver sofferto di stress a causa di episodi di antagonismo sul lavoro, notando una riduzione della stessa produttività. Un’accesa competizione, destinata a divenire rivalità tra colleghi, può portare anche “colpi bassi”, quanto mai nefasti per le sorti del lavoro di un team.
Il 20% dei lavoratori dichiara pure di aver avuto contrasti con i superiori a causa della rivalità tra colleghi. Lo stesso quadro o dirigente può trovarsi in grande difficoltà dovendo gestire colleghi in perenne astio tra loro. La competizione può giovare totalmente all’efficienza lavorativa solo per un 6% di lavoratori. Non sempre la competizione, che spesso si traduce in fazioni contrapposte presenti nell’ufficio, stimolano tutto il gruppo verso prestazioni migliori.
Quando un impiegato lascia il suo lavoro d’ufficio in alcuni casi, attestabili attorno al 30%, la motivazione principale è la rivalità interna con colleghi e lo stress derivato da essa.
Come si deve quindi comportare il buon leader? Una strategia utile per tenere a bada l’eccessiva competizione tra colleghi, favorendo equilibrio e armonia, è quella di incentivare i dipendenti a condividere momenti comuni al di fuori del lavoro. Questo diviene necessario nel momento in cui i contrasti coinvolgono talenti qualificati o chiamati a svolgere mansioni analoghe.
Un abile leader deve saper creare competizione nel gruppo, ma nel rispetto reciproco di tutti. Come un buon allenatore di calcio, si deve pungolare ogni singolo, senza però generare invidie tra colleghi. Il risultato finale di un lavoro deve essere merito di tutti e questo va chiarito in partenza. Affinché ogni collega si impegni nella sua mansione, consapevole che beneficerà anche del buon lavoro altrui.