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Come cambierà il panorama aziendale in relazione all’introduzione del machine learning e dell’intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale è un termine entrato ormai a tutti gli effetti nella vita quotidiana; dalla posta elettronica alle app, dalle modalità di pagamento sempre più smart alle nuove forme di apprendimento online, le pionieristiche macchine parlanti sono diventate reali e hanno portato con loro situazioni di eccitazione e timore.

Lo sviluppo di AI si pone alla base delle strutture portanti dell’Industry 4.0 ma le frontiere cui può ambire sono sicuramente più estese e, secondo Gartner, entro il 2022 la robotica sarà in grado di coadiuvare e assistere professionisti altamente qualificati nel mondo informatico, legale e persino medico.

Tra i vantaggi, Stephen Prentice cita il machine learning che sarà in grado di dare la svolta a mansioni di basso livello, consentendo così una formazione delle risorse volta a gestire compiti più complessi e di maggior responsabilità.
Ciò tuttavia porta al necessario adeguamento della strategia aziendale per non rischiare di esser considerati utilities a basso costo poiché AI trasformerà lavori complessi in servizi misurati che l’impresa considererà al pari delle semplici utenze.
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The effects that AI will have on the enterprise will depend on industry,
business, organization and customers

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Per chiarire meglio, si consideri un avvocato che per laurearsi ha dovuto affrontare lunghi e costosi periodi di formazione; lo studio intenzionato ad assumerlo dovrà remunerarlo in modo adeguato a compensare tale preparazione.
Una macchina invece, dopo un lungo e costoso periodo di programmazione iniziale sarebbe in grado di riprodurre il proprio codice all’interno di altri robot e questo significherebbe una sostanziale riduzione dei costi per l’impresa.

Ma in tutto questo, cosa c’entra il project manager e soprattutto, esiste il rischio che possa essere sostituito da una macchina?

AI è in grado di automatizzare facilmente compiti abituali e ricorsivi che affrontano problemi ragionevoli con variabili ben definite.
Gestire un progetto e collaborare con un team tuttavia, è un’attività che richiede una visione più ampia del disegno finale e soprattutto una capacità a mutare le proprie considerazioni sulla base di pensieri non sintetizzabili anche attraverso i complessi algoritmi di cui dispone oggi.

Per un PM quindi la sfida diventa trovare un equilibrio efficace tra intelligenza artificiale e competenze umane al fine di creare le giuste sinergie per fondere la rigidità tipica delle macchine, alla capacità umana di adeguarsi al panorama in continuo mutamento che altrimenti porterebbe l’azienda verso un’esclusione dal mercato.