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Che cos’è I.P.E. e in che modo diventa veicolo per la cultura della sicurezza

Il 18 Ottobre 2014 venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un decreto che riconosceva l’abilitazione ai tecnici volontari in fase post-emergenza a svolgere attività di sopralluogo per decretare l’agibilità o meno delle costruzioni in una determinata zona.
I ruoli interessati sono quelli del ramo ingegneristico che tuttavia diventano un importante veicolo per la valorizzazione della cultura della sicurezza attraverso I.P.E.Ingegneri per la Prevenzione e le Emergenze.
L’organizzazione è strutturata su quattro livelli territoriali:

– Consiglio direttivo che ha il compito di attuare le finalità statuarie dell’Associazione e di realizzare le attività previste dallo statuto partendo dall’ambito locale fino a quello nazionale.
– Coordinamento Nazionale con lo scopo di armonizzare l’attività operativa e amministrativa dell’Associazione nelle diverse regioni.
– Coordinamento Regionale organizzato grazie all’appoggio di Responsabili Operativi e Sezioni Operative costituite presso gli Ordini Territoriali
– Sezioni operative composte da almeno 10 operatori per ogni zona, adeguatamente formati e suddivisi in gruppi specialistici secondo le aree di rischio individuate.

I.P.E. nasce e si sviluppa in collaborazione con gli Ordini professionali territoriali e con il consiglio nazionale degli Ingegneri.
L’Associazione prevede una forte presenza territoriale tramite la creazione di apposite sezioni operative mosse dal desiderio di mettere a disposizione le proprie competenze, come nel caso dei recenti terremoti, nei confronti di coloro che si trovano in difficoltà, riducendo i disagi per le popolazioni colpite.
La riflessione, oltre al post-emergenza, spesso riguarda la prevenzione che spinge a domandarsi quali accorgimenti utilizzare per evitare di ritrovarsi in situazioni complicate.

Ogni membro di I.P.E. è un professionista con la necessaria preparazione per un intervento tempestivo e funzionale in caso di emergenze sismiche, idrogeologiche, incendi boschivi, industriali e nucleari.